Esiste un ultimo punto da considerare, particolarmente importante e che va oltre il discorso CFA o consulente di banca/rete: Il portafoglio d’investimento è uno strumento di grandissima flessibilità e potenza, ma per rispondere davvero alle esigenze del cliente deve avere uno scopo preciso.
Massimizzare il rapporto rendimenti/rischio non è uno scopo preciso: accumulare capitale per acquistare un immobile, finanziare l’università dei figli o produrre redditi aggiuntivi per i prossimi 30 anni sono scopi precisi.
Ridurre genericamente la volatilità non è uno scopo preciso: spesso è un atteggiamento legato ad una mancata chiarezza di quali siano i rischi effettivamente corsi (inflazione, premorienza, insufficienza di redditi in età avanzata) o di come gestirli.
Lo scopo preciso da dare al portafoglio può non essere già noto al cliente, ma emerge attraverso un percorso di pianificazione finanziaria, che integri il portafoglio finanziario con tutti gli altri aspetti.