Ma quindi cosa fa un Financial Planner?

Un financial planner si occupa della pianificazione finanziaria a 360 gradi del cliente, non limitandosi al solo portafoglio d’investimento. In questo articolo presento il mio modo di lavorare, in qualità di Certified Financial Planner.

In questo articolo

Il processo completo

La pianificazione a 360 gradi, o olistica,  è un lavoro molto sfaccettato che parte dall’ascolto attivo del cliente per capire la sua situazione corrente, le sue necessità, i suoi vincoli, le sue preoccupazioni, la sua esperienza e conoscenze pregresse, e i suoi obbiettivi personali, che siano a breve, medio o lungo termine. Tutto questo percorso si svolge seguendo un processo che coinvolge molti aspetti diversi.

Il processo completo coinvolge 6 aree tematiche distinte ma fortemente interagenti

  • Gestione finanziaria:
    Viene analizzata la situazione patrimoniale attuale ed il bilancio entrate/uscite.

  • Pianificazione assicurativa:
    Vengono analizzate le coperture esistenti ed i fabbisogni  in caso di sinistro, eventualmente non coperti.

  • Pianificazione pensionistica:
    Viene fatta una stima dell’importo della pensione e della data di primo pensionamento.

  • Pianificazione fiscale:
    Viene fatta una stima della pressione fiscale e si cercano modi per ridurla.

  • Pianificazione successoria:
    Viene analizzato come verrà diviso il patrimonio del cliente al momento della sua scomparsa.

  • Gestione delle risorse:
    Si analizza l’efficienza, robustezza ed allineamento del portafoglio finanziario del cliente rispetto alla sua situazione corrente e ai suoi obbiettivi.

Perchè si segue questo processo

Attraverso l’analisi di queste macro aree, il financial planner è in grado di avere sia una panoramica completa della situazione del cliente, sia una visione di dettaglio. Grazie a questo, è possibile studiare una serie di interventi migliorativi o che vadano a prevenire potenziali problemi futuri, e contemporaneamente a creare un piano che massimizzi le probabilità di raggiungere i vari obbiettivi finanziari che il cliente si è posto.

È chiaramente possibile contattare un financial planner per una questione specifica come ad esempio valutare un riscatto di laurea o recuperare delle minusvalenze. Semplicemente, il vantaggio che il cliente può ottenere è tanto maggiore quanto più ampio è il perimetro in cui il consulente può lavorare. Molto spesso anzi si parte da una questione precisa da affrontare, e attraverso il dialogo con il cliente il consulente può trovare delle sinergie con le altre aree.

Un esempio concreto

Un cliente mi ha contattato per valutare il suo portafoglio d’investimento, insoddisfatto delle sue prestazioni. Il portafoglio è stato costruito uno strumento alla volta, senza uno scopo preciso, ma come spesso accade, accettando le proposte fatte dalla banca riguardanti l’ultimo nuovo prodotto da loro collocato. Conoscendo meglio il cliente ho capito che si trattava di un pensionato con un buon patrimonio e senza particolari preoccupazioni economiche. Tuttavia è emersa la necessità di trasmettere il meglio possibile il patrimonio ai suoi figli e ridurre ogni possibile frizione. Approfondendo l’aspetto patrimoniale, ci siamo accorti che non è al corrente del valore della villa di proprietà e non si è mai posto il problema di scrivere un testamento.

Dopo questa chiacchierata esplorativa, sono emersi quindi altri due temi su cui lavorare, che vanno direttamente ad impattare anche la costruzione del portafoglio del cliente per via degli aspetti di successione.

L'obbiettivo del financial planner

In ultima analisi, il lavoro del financial planner è quindi quello di aiutare le persone, le famiglie e le imprese innanzitutto a far luce sulle proprie esigenze finanziarie, che a volte sono latenti ma diventano molto concrete quando l’obbiettivo del consulente non e’ quello della vendita di un prodotto.

È qui importante fare un ultimo punto, proprio legato alla vendita dei prodotti. Il modo migliore per garantire al cliente di lavorare per il suo beneficio esclusivo è evitare ogni potenziale conflitto d’interesse. Questo è possibile solo se la remunerazione del consulente non è legata a quali prodotti acquisti il cliente, in modo tale che il consulente abbia la totale libertà di suggerire al cliente I prodotti più adatti ed efficienti. Pertanto, il meglio per il cliente è che il financial planner sia anche un Consulente Finanziario Indipendente

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